Obscura – A Sonication

Il 26/02/2025, di .

Gruppo: Obscura

Titolo Album: A Sonication

Genere: ,

Durata: 39 min.

Etichetta: Nuclear Blast

68

Cosa rende attualmente sempre più sfidante (occhio, non abbiamo usato una parola con una connotazione solo negativa come ‘difficile’ o ‘ostico’) il lavoro del recensore di dischi? Risposta rapida: i social. Curioso, quello che di fatto è anche il mezzo più potente per diffondere e far conoscere il proprio lavoro a nutrite schiere di metallari può anche in qualche modo ‘ritorcersi contro’ a band e scribacchini indifferentemente, creando hype o polemiche in grado di influenzare – anche pesantemente – il giudizio di chi ascolta e giudica.

Facile marcare questa specifica casistica per ‘A Sonication’, nuovo lavoro dei tedeschi Obscura, album che esce nella confusione di un (ennesimo) terremoto di line-up e nel segno della tempesta social (appunto) per le accuse di Webber e Muezner di plagio e furto di idee melodiche e sezioni intere di brani inserite in questo platter. Quindi? Visto quanto è difficile giudicare questo lavoro? Plagio? Furto? Genuina creatività? Meglio o peggio di ‘Valediction’? Olasz dei God Enslavement più o meno bravo di Muezner? In realtà forse la chiave di tutto è in una delle parole usate – non a caso – nel paragrafo precedente: confusione. Ecco, questa è una parola sdrucciolevole in ambito rock & metal, anzi spesso la “confusione” si sposa eccome alle sonorità più spigolose del genere; ma nel caso del technical death metal, dove tutto gira veloce e forsennato ma su binari rigidi e stabiliti, questa è una parola potenzialmente distruttiva. E la confusione qui, un po’ sembra esserci, purtroppo.

‘A Sonication’ è un album diversificato, non compatto diremmo. Non è un male di per sè, l’uniformità non è un obbligo per una band come gli Obscura, ma gli input qui creano a tratti un senso di discontinuità che ci rende il disco meno fluido di quanto avremmo voluto. E’ certamente ricchezza di idee quella che si ascolta: ci sono delle tentazioni thrash qui e la che sporcano un po’ l’approccio tecnico e calcolato del gruppo, ci sono delle aperture più melodiche che ci parlano del vate Shuldiner (il singolo ‘Evenfall’ va un po’ in quella direzione), ci sono parti molto vicine ai Decapitated (dietro le pelli c’è James Steward) e c’è pure qualcosa che guarda al death scuola svedese… Sono tanti input e lo ripetiamo, in un tessuto che è sempre stato solido e compatto come quello degli Obscura questo è stato forse un rischio. E’ bravo certamente Kummerer a cercare di cucire il tutto e a sbattersi nel dare un unica personalità al tutto, ma è anche vero che i nuovi innesti – lo ricordiamo signori musicisti provenienti da realtà affermate – sono entrati a fase di scrittura molto avanzata, con idee già scritte e buttate giù dagli altri (rubate o meno, questo non lo sappiamo), ma non completamente compattate con lo stile e l’approccio di cavalli di razza come i già citati Steward o Olasz.

Il periodo l’abbiamo detto è stato incasinato, e non possiamo farne troppo una colpa a Kummerer se si è dovuto barcamenare con mille difficoltà: però, lo ripetiamo l’effetto che questo confusione ha avuto su di lui è parzialmente filtrata nel songwriting, e in qualche modo l’abbiamo sentita. Non un brutto album dunque, anzi; una volta imparato a conoscere i singoli pezzi possiamo ben dire che in ciascuno abbiamo trovato momenti di sana goduria e stupore; però nemmeno un’affilata macchina di morte come lo era ‘Diluvium’ a nostro parere. L’impressione è che alcuni di questi pezzi (‘Sun Eater’, ‘Silver Linings’) diventeranno pezzi importanti dal vivo e che, col tempo, i ragazzi nuovi si armonizzeranno allo stile del gruppo, producendo un prossimo album più a fuoco. Si tratta solo di aspettare, godendo di quello che si ha nel frattempo.

Tracklist

01. Silver Linings
02. Evenfall
03. In Solitude
04. The Prolonging
05. Beyond The Seventh Sun
06. Stardust
07. The Sun Eater
08. A Sonication

Lineup

Steffan Kummerer: guitars, vocals
Robin Zielhorst: bass
Kevin Olasz. Guitars
James Stewart: drums