Tezza F – Key To Your Kingdom

Il 19/07/2024, di .

Gruppo: Tezza F

Titolo Album: Key To Your Kingdom

Genere: ,

Durata: 50:41 min.

Etichetta: Broken Bones Productions

72

Devo esservi sincero, i primissimi ascolti di ‘Key To Your Kingdom’ mi avevano tutt’altro che convinto. Sarà perché la presenza di un monicker così minimalista cozza con una proposta che ha ambizioni grandeur, ma non era solo questo. Come una pietrolina collocata in un posto inaccessibile degli stivali, la formula messa a punto da Tezza F mi tormentava, pur forte di una copertina a metà tra le scelte cromatiche e paesaggistiche di ‘Twilight Of The Gods’ e la collocazione senza tempo del Neuschwanstein di turno.
Troppo amatoriale il sound, mi dicevo, troppo poco catchy i refrain e cose del genere. Non riuscivo a capacitarmi del fatto che la Broken Bones Productions, in genere attentissima al versante sinfonico del power a dispetto delle inclinazioni black dei suoi mastermind, avesse puntato molto sul singer. E invece… con il proverbiale ascolto di più (che sembra diventata merce rara, di questi tempi), ho capito. Ho capito che non si può circoscrivere una proposta degli anni Venti allo standard istituito dalla Napalm Records, allo stesso modo in cui non si può continuare a paragonarla ai Keepers. In soldoni, se è vero che possiamo attenderci che la via per il power sinfonico sia quella tracciata da Staropoli e Turilli quasi trent’anni orsono, la pulizia del sound e il suo relativo appiattimento sono un “male” dei giorni nostri, che non può e non deve precludere a un volenteroso artigiano del fiabesco quale è Filippo Tezza di realizzare il proprio personale percorso negli universi paralleli a Narnia. Se dunque il primo istinto è quello di dire “ah, se fosse uscito per Napalm…” il monito immediato deve essere “meno male che non è uscito per Napalm” – con buona pace di royalties, fama e cotillons, che tuttavia immagino ben differenti da quelle della citata epoca Keepers!
Questo perché ‘Key To Your Kingdom’ è un lavoro sincero e senza compromessi, in cui magari non troviamo una di quelle ugole fiabesche a cui il mondo dei reel ci ha abituato, ma in luogo di essa c’è un cantante che usa bene l’estensione che ha – con buona pace del fatto che io non conosca il suo lavoro nei Chronosfear, su cui prometto di documentarmi. Oltretutto, c’è un polistrumentista che appare ben calato nel genere, dal gusto negli assoli di chitarra a quello nel programming di batteria: ciò vale per i pezzi più canonici come la coppia di attacco ‘The Fire Still Burns’ / ‘Voices’, come vale per il sapore hammerfalliano della title track e per le suggestioni di matrice Stratovarius che ravvisiamo su ‘Cold Rain’. Va però detto che per me il disco decolla davvero nell’ultima parte, con la grande carica melodica di ‘Endless Night’, quasi pop nelle sue reminiscenze del blockbuster ‘Everything I Do’ di Bryan Adams qui però mitigate da un flavour di brughiera che ci starebbe bene in una riedizione del celebre film! Per non parlare delle mie preferite, l’entusiasmante ‘Moonlight Chant’ dalla carica degna della Rising Force dei tempi d’oro, nonché la suite conclusiva ‘For Death Or Glory’, molto evocativa ma mai pretenziosa o eccessivamente pomposa, tributaria della tradizione rhapsodiana senza però mai puntare a un’improbabile emulazione. Fate come me, date una chance a questo prodotto di casa nostra e non ve ne pentirete…

Tracklist

01. The Fire Still Burns (5:05)
02. Voices (4:58)
03. Dead Roses (5:26)
04. Key To Your Kingdom (5:31)
05. Cold Rain (5:46)
06. Endless Night (5:33)
07. Moonlight Chant (3:56)
08. For Death Or Glory (14:25)
I – The Oath
II- Across These Frozen Lands
III – The Dawn Of A New War
IV – Homeward

Lineup

Filippo Tezza: guitars, bass, keyboards, piano, vocals, drum programming